Guida per imprese edili

La fattura elettronica, in edilizia, è un'altra cosa.

Per un negozio la fattura elettronica è un documento e via. Per un'impresa edile no: si fattura a stati di avanzamento, nei subappalti c'è il reverse charge, e nello stesso lavoro possono convivere aliquote diverse. Sono i tre punti dove le fatture si sbagliano, vengono scartate, o peggio: partono giuste ma nessuno le collega al cantiere.

Perché in edilizia è più difficile che altrove

Chi vende un prodotto emette una fattura e ha finito. Un'impresa edile no: un cantiere da 300.000 euro non si fattura in un colpo, si fattura a pezzi, man mano che il lavoro avanza. Ogni pezzo ha una data, un importo, una parte di contratto dietro. E ogni fattura sbagliata o dimenticata non è solo un problema fiscale: è cassa che non entra.

1. Si fattura a SAL, non a fine lavori

La fattura nasce dallo stato di avanzamento lavori: quanto hai eseguito a oggi, meno quello che avevi già fatturato prima. Sembra semplice, e infatti l'errore è sempre lo stesso, in tutte le imprese: il SAL viene fatto e la fattura no. Il lavoro è certificato, il committente magari l'ha pure firmato, ma il documento che chiede i soldi non è mai partito. Nessuno se ne accorge finché non manca la liquidità.

Il secondo errore è il gemello del primo: la stessa quantità fatturata due volte, perché il SAL nuovo non ha scalato quello vecchio. Il primo errore ti toglie cassa, il secondo ti mette in imbarazzo col cliente.

2. Il reverse charge dei subappalti

Nei rapporti tra imprese edili, per le prestazioni in subappalto, l'IVA in genere non la espone chi emette la fattura: la assolve il committente. In fattura elettronica questo significa aliquota a zero e una natura specifica da indicare nel documento, non un campo lasciato vuoto. Se il regime non è impostato bene, la fattura viene scartata dal Sistema di Interscambio, e lo scopri giorni dopo, quando la cassa l'avevi già data per buona.

Qui vale una regola di prudenza che diciamo sempre, anche contro il nostro interesse commerciale: l'imputazione corretta dipende dalla lavorazione e dal rapporto, e non è sempre banale. Un software serio ti mette a disposizione i regimi e ti impedisce di emettere un documento incoerente, ma la scelta del regime giusto per quel lavoro va fatta con il tuo commercialista. Chi ti promette che il software "pensa a tutto" sul fisco, ti sta raccontando una favola.

3. Più aliquote nello stesso documento

In una ristrutturazione possono convivere lavorazioni con aliquota agevolata e altre a aliquota ordinaria, per esempio quando ci sono beni di valore significativo. La fattura elettronica lo prevede: servono riepiloghi separati, uno per ogni combinazione di aliquota e natura. Il rischio, quando questa parte è fatta male, è sottile e pericoloso: alcuni programmi calcolano una specie di aliquota media e la scrivono nel documento fiscale. Un numero che non esiste, su una carta che esce dall'azienda. Lo SDI se ne accorge, e scarta.

Una fattura scartata non è un problema informatico. È un incasso che slitta di settimane, e nessuno in cantiere se ne accorge.

Le cinque cose che fanno la differenza in pratica

La fattura nasce dal SAL, non da un foglio a parte. Se il collegamento è automatico, non può succedere che un avanzamento resti senza fattura.

Ogni SAL sa se è già stato fatturato. È l'unico modo per non fatturare due volte lo stesso lavoro.

I regimi sono a disposizione e coerenti col documento. Reverse charge, scissione dei pagamenti, esenzioni: scelti a monte, non corretti a mano nell'XML.

Le fatture dei fornitori tornano sul cantiere giusto. Le passive che arrivano dallo SDI vanno agganciate alla commessa e alla bolla, altrimenti il costo del cantiere resta finto.

Le scadenze vivono in un posto solo. Attive e passive, con lo scaduto vero: è da lì che nasce la previsione di cassa.

Come lo fa Portante

In Portante la fattura nasce dal SAL del cantiere: l'avanzamento diventa documento, e quel SAL resta segnato come fatturato, quindi non torna due volte. I regimi fiscali (compreso il reverse charge) si scelgono prima di emettere, e il documento verso lo SDI viene generato con i riepiloghi corretti per ogni aliquota, senza medie inventate: se i conti non quadrano il sistema si ferma invece di mandare un documento incoerente. Le fatture dei fornitori che arrivano dal Sistema di Interscambio si riconoscono e si agganciano alla commessa e alla bolla, così il margine del cantiere resta vero. E le scadenze, attive e passive, stanno insieme nello scadenzario.

Sul fisco restiamo prudenti per scelta: il sistema ti dà gli strumenti e ti impedisce gli errori di forma, la scelta del regime resta una decisione tua e del tuo commercialista.

Domande frequenti sulla fatturazione elettronica in edilizia

Come si fattura un SAL in edilizia?

Il SAL certifica quanto lavoro hai eseguito a una certa data. La fattura riporta l'importo di quel SAL, cioè il maturato meno quanto avevi già fatturato nei SAL precedenti, al netto di eventuali ritenute di garanzia previste dal contratto. Il punto critico non è il calcolo: è che ogni SAL emesso diventi davvero una fattura. Quando il passaggio è manuale, prima o poi un avanzamento resta senza documento e quel lavoro non lo incassi.

Quando si applica il reverse charge in edilizia?

Riguarda in genere le prestazioni rese tra imprese del settore edile nei rapporti di subappalto: chi emette non espone l'IVA, che viene assolta dal committente. In fattura elettronica va indicata l'aliquota a zero con la natura corretta, altrimenti il documento viene scartato. I casi concreti però non sono sempre univoci: la valutazione su una specifica prestazione va fatta con il proprio commercialista, e un software onesto ti dà gli strumenti senza sostituirsi a lui.

Posso avere due aliquote IVA nella stessa fattura?

Sì, ed è frequente nelle ristrutturazioni. Il formato della fattura elettronica lo prevede: servono però riepiloghi distinti per ogni combinazione di aliquota e natura. Attenzione ai programmi che calcolano un'aliquota media unica: producono un dato che non esiste e la fattura viene scartata dal Sistema di Interscambio.

Cosa succede se lo SDI scarta una fattura?

Il documento non è valido e va corretto e reinviato entro i termini previsti. Il danno vero però è gestionale: se nessuno se ne accorge, quella fattura resta contata come emessa nei tuoi numeri e l'incasso non arriva mai. Un sistema fatto bene, quando arriva uno scarto, deve toglierla dai conti e rimettere il SAL tra i fatturabili, non lasciarla in un limbo.

Le fatture dei fornitori arrivano da sole?

Le fatture passive transitano dal Sistema di Interscambio e possono essere raccolte automaticamente. Il valore vero però non è averle in elenco: è agganciarle al cantiere e alla bolla giusta. Una fattura fornitore che resta senza commessa è un costo che non compare da nessuna parte, e il margine di quel cantiere risulta migliore del vero.

Serve un gestionale o basta il servizio del commercialista?

Per emettere il documento può bastare qualsiasi canale. Il problema dell'impresa edile è un altro: collegare la fattura al SAL, al cantiere, al costo e alla cassa. Il commercialista lavora a valle e a consuntivo; a te serve sapere durante il cantiere cosa hai fatturato, cosa devi ancora fatturare e cosa non è stato incassato. Sono due mestieri diversi e non si sostituiscono.

Vuoi vedere una fattura che nasce dal cantiere?

In 30 minuti di demo ti mostriamo il giro completo: dal SAL alla fattura, dalle passive agganciate alla commessa fino allo scadenzario e alla cassa.

Prenota una demo

30 minuti, Portante in azione. Nessun impegno.