Disegno, misura, regola, margine
Quattro famiglie, quattro mestieri, e nessuna fa il lavoro dell'altra. Te le metto in fila col loro nome, così alla prossima demo sai in quale stanza sei entrato. Io in edilizia ci ho passato trent'anni, tra prefabbricazione e impiantistica, e queste quattro le ho comprate tutte.
Il disegno. Progetti, modelli, tavole, particolari costruttivi. Lo usa il tecnico e dice come è fatta l'opera. Dei tuoi soldi non sa niente, e non deve saperne.
La misura. Computo metrico, prezzari, misure e quantità. La usa chi conta l'opera e dice quanto quell'opera vale per il committente. Guarda bene questa riga, perché è la confusione più cara dell'edilizia: la misura ti dice il ricavo, mai quanto costa a te farla.
La regola. Fatturazione elettronica, paghe, sicurezza, documenti dei subappaltatori. La usa l'amministrazione, e in gran parte non è nemmeno una scelta: la fattura elettronica fra imprese è obbligatoria in Italia dal primo gennaio 2019, e nessuno ti ha chiesto se ti andava bene.
Il margine. Segue i soldi dell'impresa invece dell'opera: l'offerta, il preventivo, le ore della squadra, i costi dei fornitori, le varianti, gli incassi. Risponde a una domanda sola: su questo lavoro, oggi, ci sto guadagnando o ci sto rimettendo?
Ed è l'unica delle quattro che lavora prima della firma e anche dopo, perché il margine si decide in tutt'e due i momenti.
Perché ne compri sempre tre
Un programma si compra quando qualcuno, senza, si ferma.
Il tecnico senza il disegno non consegna una tavola. Il computista senza la misura non chiude il computo entro la scadenza della gara. L'amministrativa senza la regola non emette fattura, e quella non è un'opinione sua: dal 2019 è la legge.
Il titolare no. Il titolare senza la quarta non si ferma mai. Continua a preventivare, continua a firmare, continua a fatturare. Al numero del margine ci arriva lo stesso: ci arriva a lavori finiti, spesso dal commercialista, mesi dopo, quando su quel cantiere non può più cambiare niente.
Un problema che non blocca nessuno non diventa mai un acquisto. È tutta qui la ragione per cui la quarta manca quasi sempre, e non è pigrizia di chi comanda: è l'unica famiglia che nessuno in azienda alza la mano per chiedere, e l'unica che paga solo lui.
Quello che ti mangia il margine mentre lavori, e che io chiamo il MangiaMargine, campa esattamente di questo. Si prende il lavoro che non hai richiamato in tempo, il prezzo che hai tirato giù perché non sapevi quanto ti costava, le ore che nessuno ha attribuito, la variante concordata a voce. Non ruba: rosicchia. E a fine lavoro il pezzo che manca lo chiami sfortuna.
Come si vede che ti manca la quarta
Il preventivo lo mandi tre giorni dopo, e quando arriva il cliente ha già sentito altri due.
Sai a memoria quanto hai fatturato l'anno scorso e non sai quanto ti è rimasto sul cantiere di via Roma.
Le ore della squadra qualcuno le ricopia a mano, dal foglio al programma.
Il preventivo nuovo lo rifai da zero, perché ritrovare quello simile dell'anno scorso è più lungo che riscriverlo.
La variante concordata a voce col committente non è a conto da nessuna parte.
E quando ti chiedono come va quel lavoro, rispondi bene e speri. Ognuna di queste righe è un pasto del MangiaMargine, e nessuna si vede a bilancio: il conto salta fuori solo se qualcuno lo mette in fila.
Centocinquanta ore al mese, e non era la voce più cara
Mi chiamo Nicola Busca, e questo conto non l'ho letto da nessuna parte: me lo sono sentito fare davanti. Un titolare di un'impresa di costruzioni emiliana, un'azienda che di anni ne ha quasi cinquanta, se l'è misurato mentre eravamo seduti allo stesso tavolo. Il nome e la taglia non li scrivo perché non ho il suo consenso a pubblicarli: scrivo i numeri che mi ha dato.
Venti ore a settimana sue, a rincorrere numeri sparsi in dieci posti solo per capire come va un cantiere. Non a dirigere: a cercare.
Quindici ore a settimana del suo amministrativo, solo per raccogliere e decifrare i rapportini della squadra.
Trentacinque ore a settimana in due. Circa centocinquanta ore al mese, tutte pagate, spese a spostare dati che erano già scritti da qualche parte. Moltiplicale per quello che ti costa un'ora della tua gente: quel numero ce l'hai tu, io no.
Poi c'è la voce che pesa più di tutte, e che qui lascio fuori dalla somma di proposito: i lavori che gli scappano. Il capitolato arriva lunedì, lui è in cantiere fino a giovedì, il preventivo parte la settimana dopo e a quel punto il committente ne ha già due sul tavolo. Oppure parte in tempo, ma prezzato a memoria, e il margine se n'è andato prima che qualcuno posasse un mattone. Quanto vale quella voce non lo scrivo, perché una commessa persa si può solo stimare. Ma è la più cara di tutte, e non nasce in cantiere: nasce lì, dove non c'è quasi mai nessuno a guardare.
Quello che non facciamo, detto prima che lo scopra tu
Portante non disegna, non misura l'opera e non fa le paghe. Su quelle tre restiamo al tuo fianco e non pretendiamo di sostituirle: se hai un programma di computo che funziona tienilo dov'è, non si tocca, e le quantità continua a farle chi le fa adesso.
Facciamo la quarta, e la facciamo per intero, dall'offerta all'incasso. Le altre tre parlano dell'opera. La quarta parla della tua impresa.
Come si sceglie senza sbagliare famiglia
Non partire dalla lista delle funzioni. Parti dalla domanda a cui oggi non sai rispondere, e se non sai quale sia, le domande da fare prima di una demo stanno qui.
Se la domanda è come disegno meglio, ti serve il disegno. Se è come chiudo il computo più in fretta, la misura. Se è come sto in regola, la regola, e lì hai poca scelta. Ma se la domanda è quanto mi resta su questo lavoro, e se te la fai prima di firmare e non solo dopo, nessuna delle prime tre te la risponde, per quanto sia buona. Non è un loro difetto: non è il loro mestiere.
La quarta serve a chi ha più cantieri aperti nello stesso momento e non riesce più a tenerne la somma in testa. Non fa per te se il tuo problema vero è disegnare meglio, e non fa per te se cerchi un programma da comprare e tenere spento: dopo tre mesi sarà vuoto come gli altri, e avrai ragione tu a dire che non serviva.
Quando è al suo posto, la settimana cambia forma. Il lunedì l'amministrativo non passa la mattina a decifrare rapportini, perché le ore sono già sul cantiere giusto da venerdì. Il preventivo per il cliente che ha chiamato stamattina parte oggi, coi prezzi di oggi, e non giovedì. Il martedì il numero di quel cantiere ce l'hai davanti mentre bevi il caffè, non a marzo dell'anno dopo quando è già storia. E quando ti chiedono come va quel lavoro, invece di sperare, lo apri e glielo dici.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra un software di progettazione e un gestionale per l'edilizia?
Il primo descrive l'opera: come è fatta, che misure ha, come si costruisce. Il secondo descrive l'impresa che la costruisce: quanto costa, quanto rende, quando incassi. Sono due mestieri diversi e non si sostituiscono. Puoi avere il progetto perfetto e perdere soldi su quel cantiere senza accorgertene.
Il computo metrico e il preventivo sono la stessa cosa?
No, e confonderli costa caro. Il computo misura l'opera e dice quanto vale per il committente, con i prezzi di un prezzario. Il preventivo decide a che prezzo la fai tu, con i tuoi costi di manodopera, materiali e mezzi, e quanto ti resta in mano alla fine. Il primo è un documento di misura, il secondo è una decisione di margine.
Un software per l'edilizia serve anche a un'impresa di cinque persone?
Dipende dalla famiglia. La regola vale da subito, perché è legge. La quarta inizia a servire quando i cantieri aperti insieme sono più di uno e la somma non sta più in testa: con un lavoro alla volta il titolare se lo ricorda, con quattro no. Conta il numero di cantieri contemporanei, non quello dei dipendenti.
Devo buttare via il programma di computo che uso adesso?
No. Il computo e il disegno restano dove sono. Quello che manca non è un altro posto dove ricopiare le stesse cose: è il filo che tiene insieme offerta, preventivo, ore, costi dei fornitori e fatture di quel cantiere. Se un programma nuovo ti chiede di rifare da capo il lavoro che fai già altrove, stai comprando l'undicesimo posto da aggiornare.
Esiste un software per l'edilizia gratis che funziona davvero?
Gratis trovi soprattutto disegno e computo, e qualcosa di serio c'è. Sulla quarta famiglia il gratis è quasi sempre una versione ridotta, pensata per farti passare al pagamento appena l'azienda cresce. Prima del prezzo guarda se risponde alla domanda che ti serve: un programma che non ti dice il margine ti costa comunque le ore che ci metti dentro.
Quanti programmi servono davvero a un'impresa edile?
Meno di quelli che hai adesso. La domanda giusta non è quanti sono: è quanti numeri devi ricopiare da uno all'altro. Ogni ricopiatura è lavoro pagato due volte, ed è un posto dove il margine si perde senza che nessuno se ne accorga.
Quanto ti costa la quarta che non hai
Disegno, misura e regola le hai già. La quarta no, e il MangiaMargine sta lavorando adesso sul cantiere che hai aperto lunedì e sul preventivo che non hai ancora mandato.
Quanto ti costa non te lo dico io, perché dipende dalle tue ore e dai tuoi lavori. Te lo dice il simulatore: sposti due cursori, le ore che passi tu a cercare i numeri e le ore che il tuo uomo passa sui rapportini, e ti esce il tuo numero al posto di quello del costruttore emiliano. È il conto delle ore, cioè la parte piccola: quella grossa, i lavori che ti sfuggono, la conosci solo tu.
Fai il conto di quanto ti sta costandoDue minuti, sui tuoi dati. Nessun indirizzo da lasciare, nessuno da chiamare.
P.S. Quelle centocinquanta ore non sono un conto una tantum: sono un canone, e ogni mese che passa ne paghi altrettante. Il preventivo partito in ritardo, invece, non torna più indietro: quel lavoro lo sta già firmando qualcun altro. Fatti il conto adesso, che ci vogliono due minuti.