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Bolla e fattura: che differenza c'è, quando si paga e cosa controllare prima di firmare

La bolla dice che il materiale è arrivato, la fattura quanto costa: si paga sulla fattura e si controlla sulla bolla. Cosa guardare prima di firmare.

di Nicola Busca, trent'anni di cantieri · Aggiornato il 4 settembre 2026

La bolla dice che il materiale è arrivato. La fattura dice quanto costa e quando lo paghi. Sono due documenti con due mestieri diversi e non si sostituiscono: si paga sulla fattura, mai sulla bolla.

La bolla da sola non basta all'amministrazione: nel registro degli acquisti ci vanno le fatture, non le bolle. Quello che la bolla fa, e che la fattura non fa, è dire cosa è entrato in cantiere, in che quantità e in che giorno.

Prima di firmare conti la merce, controlli che il cantiere scritto sopra sia il tuo, e se manca qualcosa o è rotto lo scrivi sulla bolla prima della firma. Dopo non hai più niente da opporre: la fattura può arrivare un mese e mezzo più tardi, e l'unica prova in mano tua è quel foglio.

Questa pagina la scriviamo noi di Portante, e su questa faccenda abbiamo un interesse: lo diciamo subito, così sai come leggerci. Il giro qui sotto vale anche con un raccoglitore e un foglio di calcolo.

Si paga quando arriva la bolla?

No. La bolla non chiede soldi: spesso non ha nemmeno i prezzi, e non porta né imponibile né IVA. Il pagamento nasce dalla fattura, e la scadenza la decidono le condizioni concordate con il fornitore, non il giorno della consegna.

Se un fornitore vuole il pagamento alla consegna, quella condizione ve la siete data nell'ordine: è un patto fra voi due, non una conseguenza della bolla.

La bolla basta per la contabilità?

No. Nel registro degli acquisti si annotano le fatture e le bollette doganali, non i documenti di trasporto: lo dice l'articolo 25 del decreto IVA. Per detrarre l'IVA servono due cose insieme, che l'operazione ci sia stata davvero e che tu abbia in mano una fattura valida: lo ha scritto l'Agenzia delle Entrate nella circolare numero 1/E del 17 gennaio 2018.

Il contrario però è peggio, ed è l'errore che vediamo più spesso: buttare la bolla perché tanto poi arriva la fattura. Quando la fattura arriva, se la quantità non torna non hai più il documento firmato in cantiere il giorno in cui il camion ha scaricato.

Perché la fattura arriva un mese e mezzo dopo la consegna?

C'è una regola che lo permette e si chiama fatturazione differita: quando la consegna risulta da un documento di trasporto, il fornitore può mettere in una fattura sola tutte le consegne del mese ed emetterla entro il giorno 15 del mese successivo. Sta nell'articolo 21, comma 4, del decreto IVA.

Il conto, per te, è questo. Materiale scaricato il 3 marzo, fattura emessa anche il 15 aprile, e a sessanta giorni data fattura il bonifico parte a giugno: fra il camion e il pagamento passano tre mesi, e in mezzo il cantiere è già consegnato.

Un avviso onesto: quell'articolo è stato riscritto dal testo unico IVA, in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2026, che entra in vigore il 1° gennaio 2027. Il termine di oggi è questo, dall'anno prossimo va ricontrollato.

Il documento di trasporto è obbligatorio?

No, non in generale. L'obbligo della vecchia bolla di accompagnamento è caduto con il DPR 472/1996. Restano obbligati soltanto tabacchi, fiammiferi e prodotti sotto accisa nella prima immissione in commercio: roba che in cantiere non scarica nessuno.

Lo fa chi vuole fatturare in modo differito: senza, la fattura va emessa entro dodici giorni dalla consegna, una per ogni viaggio. Ecco perché te lo fanno tutti, e perché va emesso prima che il camion parta: lo precisa il Ministero delle Finanze nella circolare numero 225/E del 16 settembre 1996.

Che differenza c'è fra bolla, DDT e documento di trasporto?

Non c'è nessuna differenza: sono tre nomi per lo stesso foglio. DDT sta per documento di trasporto ed è il nome ufficiale, bolla è come lo chiamano tutti in cantiere, e bolla di accompagnamento è il nome di trent'anni fa.

Se invece quello che cerchi è come si tengono le bolle in cantiere e come si attaccano al costo della commessa, sta scritto nella pagina sulle bolle di cantiere.

Cosa deve esserci scritto sopra, per legge?

Ci sono quattro cose sole: la data, le generalità di chi vende, di chi compra e di chi fa il trasporto, e la descrizione della natura, qualità e quantità dei beni. Le elenca il DPR 472/1996, e non chiede altro: il documento si può fare in forma libera.

In quell'elenco non c'è il numero del documento, e non c'è il cantiere di destinazione. Il numero te lo mettono comunque tutti, perché la fattura differita deve citarlo. Il cantiere no, e nessuno te lo scrive se non lo pretendi tu.

Cosa si controlla su una bolla prima di firmarla?

Ci sono cinque controlli, e si fanno tutti col camion ancora lì. Dopo, valgono la metà.

Le quantità, contate, non lette. Il bancale scritto sulla bolla e quello sceso dal camion sono la stessa cosa solo finché non li conti. Le mancanze si scoprono alla posa, quando l'autista è a duecento chilometri.

Il cantiere di destinazione. Un fornitore che consegna su tre tuoi cantieri nella stessa settimana, se l'indirizzo è sbagliato, ti mette il materiale sulla commessa sbagliata.

La descrizione e il codice dell'articolo. Lo spessore, la classe: se è sceso un articolo diverso da quello ordinato, è il momento di dirlo. Firmata, la sostituzione diventa una tua concessione.

Quello che manca o è rotto, scritto prima della firma. Due righe a penna sul foglio: pacchi ammaccati, colli mancanti, roba non conforme. È il momento in cui contestare costa zero.

Che cosa firma chi firma. Se non hai potuto controllare tutto, si scrive che la firma vale salvo verifica delle quantità e dello stato della merce. Le riserve messe prima della firma valgono, quelle raccontate al telefono la settimana dopo molto meno.

Bolla e fattura, una accanto all'altra

La bolla (DDT)La fattura
Cosa diceche quella merce è arrivata, quel giorno, in quel postoquanto costa e cosa paghi
Quando arrivacol camion, insieme al materialedopo, anche il mese seguente
Si paga?nosì, alla scadenza concordata
Ha sempre i prezzi?no, spesso ha solo le quantitàsì, sempre
A cosa ti servea contestare quantità e stato della mercea registrarla e detrarre l'IVA

E se sulla bolla non ci sono i prezzi?

Non è un problema, ed è anzi il caso normale: molti fornitori le stampano senza importi, e la bolla fa comunque il suo mestiere, che è dire le quantità.

Ma allora il prezzo devi averlo scritto altrove, e quell'altrove è l'ordine. Chi compra al telefono senza ordine scritto arriva alla fattura con zero carte: né il prezzo, che non ha fissato, né la quantità, se ha buttato la bolla.

E se la fattura non corrisponde alla bolla?

Dipende da cosa non corrisponde, e sono due partite diverse.

Se non torna la quantità, la carta che ti difende è la bolla firmata in cantiere: lì c'è scritto quanto è sceso dal camion, con la data e la firma di chi c'era. La fattura differita cita i documenti di trasporto in un blocco suo, con numero e data, e il riscontro si fa lì, non a occhio sulle descrizioni.

Se non torna il prezzo, la bolla non ti serve a niente. Ti serve l'ordine, o l'offerta del fornitore con la sua data di validità. Senza uno dei due la discussione è la tua memoria contro la sua fattura, e vince la fattura.

Il costo del cantiere non aspetta la fattura

Se registri il costo solo quando arriva la fattura, il cantiere di marzo lo vedi a giugno, e nel frattempo hai fatto il preventivo del prossimo lavoro con i costi dell'anno scorso.

Se invece registri la bolla come costo e poi registri anche la fattura senza collegarle, hai messo lo stesso materiale due volte, e il margine di quel cantiere risulta più basso del vero.

La strada che regge è una sola: la bolla entra subito come costo del cantiere, la fattura si aggancia alla bolla e la conferma o la corregge. Un costo solo, che nasce il giorno della consegna e si sistema il giorno della fattura.

Portante è il gestionale per imprese edili italiane: CRM commerciale, preventivi dai costi veri, cantieri, SAL, ordini, squadre e margine di commessa in tempo reale. Nato da trent'anni di cantiere. La categoria in cui lavoriamo è il controllo di commessa mentre il cantiere è aperto, e il passaggio fra bolla e fattura è esattamente il punto in cui quel controllo tiene o si rompe.

Cosa non facciamo, detto prima che lo scopri tu

Non emettiamo i DDT verso i tuoi clienti. Le bolle che trattiamo sono quelle in entrata dai fornitori. Se ti serve emettere documenti di trasporto, non lo facciamo.

La registrazione contabile e i registri IVA restano al commercialista, dove stanno oggi. Qui si tiene il costo del cantiere, non la partita doppia.

Non diamo consulenza fiscale. Su come si registra un documento risponde chi tiene la tua contabilità: non è mestiere nostro, e una risposta approssimativa costa più del silenzio.

Per chi questa pagina non è

Non fa per te se compri da un fornitore solo e le bolle stanno in una cartella di venti fogli: quel controllo lo fai a occhio in dieci minuti.

Serve quando i cantieri aperti sono più di due e nella stessa settimana escono consegne su tre indirizzi diversi: è lì che una bolla senza il cantiere scritto sopra diventa un costo su una commessa che non l'ha mai ricevuto.

Domande frequenti

Si paga la bolla o la fattura?

Si paga la fattura. Il caso che confonde è il pagamento alla consegna: anche lì stai pagando contro una fattura, quella immediata che il fornitore fa viaggiare insieme alla merce, non contro la bolla. Se qualcuno ti chiede dei soldi mostrandoti solo un documento di trasporto, manca il pezzo con cui registri la spesa.

La bolla ha valore fiscale come la fattura?

No. Ai fini dell'IVA conta avere in mano la fattura: senza quella l'imposta non si detrae, per quanto tu abbia la merce già in opera e il foglio firmato dal capo squadra. Il valore della bolla è di prova, non fiscale, ed è quello che ti difende su una quantità contestata.

Che differenza c'è fra bolla e fattura?

C'è una differenza di mestiere. La bolla viaggia con la merce e dice cosa è stato consegnato, in che quantità e in che posto. La fattura arriva dopo e dice quanto costa, con IVA e scadenza: una sola fattura può riassumere dieci bolle di un mese intero.

Bolla o fattura: quale devo conservare?

Non se ne butta nessuna delle due, e vanno tenute legate fra loro. La fattura serve alla contabilità, la bolla a dimostrare la consegna: da sola nessuna delle due copre tutto il giro.

Quanto tempo ha il fornitore per fatturare una consegna fatta con la bolla?

C'è un termine preciso, e per una consegna dei primi di marzo scade a metà aprile. Non è un ritardo del fornitore ed è inutile chiamarlo: è la finestra che la legge gli dà quando la merce viaggia con un DDT. Il tuo problema non è farla arrivare prima, è avere in mano la carta giusta quando arriva.

Cosa succede se registro il costo sia dalla bolla sia dalla fattura?

Ci sono due modi di sbagliare, e questo è il più caro. Il segnale per accorgersene è la somma: l'imponibile della fattura differita e il totale delle bolle che quella fattura cita devono coincidere, non sommarsi. Se in commessa trovi tutti e due gli importi, il doppione c'è.

P.S. Se da questa pagina ti porti via una cosa sola, portati via il cantiere scritto sulla bolla. La legge non lo chiede e il fornitore non te lo mette se non glielo dici, ma è la riga che decide di chi sarà quel costo, e due mesi dopo non la ricostruisce nessuno.

Fonti: DPR 472/1996 e articoli 21 e 25 del DPR 633/1972 su normattiva.it, circolare 225/E del 16 settembre 1996 del Ministero delle Finanze, circolare 1/E del 17 gennaio 2018 dell'Agenzia delle Entrate, decreto legislativo 10/2026 in Gazzetta Ufficiale. Tutte aperte e controllate il 4 settembre 2026.

Pagina aggiornata il 4 settembre 2026.