Guida per imprese edili

Bolla e DDT sono la stessa cosa? Sì. Ecco cosa cambia in cantiere

Bolla, bolla di consegna e DDT sono tre nomi per lo stesso foglio. In cantiere però quel foglio fa un lavoro che in un magazzino non fa: dice su quale commessa va un costo.

di Nicola Busca, trent'anni di cantieri · Aggiornato il 25 ottobre 2026

Sì, bolla e DDT sono la stessa cosa. DDT sta per documento di trasporto ed è il nome che usa la legge. Bolla, bolla di consegna e buono di consegna sono i nomi che usano tutti in cantiere. Bolla di accompagnamento è il nome di prima del 1996, quando quel foglio era obbligatorio per legge.

Cambia invece il lavoro che quel foglio fa in un'impresa edile. In un'azienda con un magazzino serve a caricare le giacenze. In cantiere il materiale scende dal camion e va in opera: la bolla è l'unica prova che il ferro è arrivato martedì, su quel cantiere, in quella quantità. Per questo una bolla persa non è un problema di archivio. È un costo che non trovi più, o che paghi due volte.

Bolla, DDT, lettera di vettura: quali sono la stessa cosa?

NomeÈ il DDT?Cosa dice
DDT, documento di trasportosìil nome ufficiale, dal DPR 472 del 1996
Bolla, bolla di consegna, buono di consegnasìcome lo chiamano fornitori e capi squadra
Bolla di accompagnamentosì, ma vecchioil modulo obbligatorio fino al 1996, oggi sostituito dal DDT
Lettera di vetturanoil contratto fra chi spedisce e il trasportatore (articolo 1684 del codice civile); per i viaggi all'estero su strada si chiama CMR
Ricevuta del corrierenodice che il pacco ti è stato consegnato, non cosa c'è dentro né per quale cantiere
Fatturanodice quanto costa e quando si paga: la differenza è spiegata nella guida su bolla e fattura

Quando un fornitore manda il materiale con un trasportatore, possono arrivarti due fogli: la lettera di vettura dell'autista e il DDT del fornitore. Quello che conta per il costo del cantiere è il DDT, perché è lì che ci sono gli articoli e le quantità.

Cosa deve esserci scritto su una bolla?

Il DPR 472/1996 chiede la data, chi vende, chi compra, il trasportatore se c'è, e la descrizione dei beni con natura, qualità e quantità. Il numero lo cita poi la fattura, per questo sulla bolla c'è sempre.

Una riga manca sempre, ed è la più importante per un'impresa edile: il cantiere di destinazione. La legge non la chiede e il fornitore non la scrive se non glielo chiedi tu. È la riga che decide su quale commessa finirà quel costo, e due mesi dopo non la ricostruisce nessuno.

Se il DDT lo devi fare tu, perché il materiale esce dal tuo magazzino verso un cantiere o un subappaltatore, c'è il modello DDT gratuito in Excel e PDF.

E se la bolla non è firmata da chi riceve?

Per la legge il documento esiste anche senza la firma di chi riceve. Ma la firma è la tua prova. Una bolla firmata con scritto «salvo verifica» o «mancano due colli» ti difende quando la fattura arriva con una quantità che non torna. Una bolla senza firma, o firmata senza guardare, non ti difende da niente.

Cosa controllare prima di firmare, col camion ancora lì, lo trovi nei cinque controlli della guida su bolla e fattura.

Dove finiscono le bolle in un'impresa edile?

Il giro lo conosci. Il fornitore consegna, il capo squadra firma, la bolla resta nel cruscotto del furgone. A fine mese qualcuno svuota il furgone e mette tutto in una busta. La fattura arriva anche un mese e mezzo dopo, perché il fornitore può raccogliere in una fattura sola le consegne di un mese, e a quel punto nessuno ricorda più a che cantiere apparteneva quel bancale di blocchi.

La bolla non si perde in cantiere. Si perde nelle settimane fra la consegna e la fattura.

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Foglio Excel con fornitore, partita IVA, numero, data, commessa, importo e la colonna del riscontro con la fattura. Il file stesso ti insegna il controllo incrociato. Nessuna email da lasciare.

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Quanto costa una bolla che non torna con la fattura?

Prendiamo un'impresa d'esempio, con ipotesi nostre: 10 consegne a settimana per 46 settimane, una bolla su venti che non torna con la fattura (un bancale in meno, un carico segnato due volte), 350 euro di differenza media.

Bolle che non tornanoQuante in un annoPagato in più
1 su 104616.100 €
1 su 20 (il nostro esempio)238.050 €
1 su 4011 o 124.025 €
1 su 50circa 93.220 €

Nessuno ruba niente: sono errori, e gli errori si fanno. Ma se nessuno mette la bolla accanto alla fattura prima di pagare, li paga sempre l'impresa. Il conto completo è nel numero 3 di Fuori dal Cantiere, la rivista del sabato di Portante. Sono ipotesi dichiarate, non una statistica: rifallo coi tuoi numeri.

Come si evita di pagare due volte lo stesso materiale?

Ci sono due modi di sbagliare. Chi registra le bolle a costo della commessa e poi registra anche la fattura, senza collegarle, ha messo due volte lo stesso costo: il cantiere sembra guadagnare meno del vero. Chi registra solo le fatture vede il costo due mesi dopo il lavoro, quando il preventivo del lavoro successivo l'ha già fatto sui numeri sbagliati.

La strada che regge è una: la bolla entra subito come costo del cantiere, la fattura si aggancia alla bolla e la conferma o la corregge. La fattura elettronica cita i documenti di trasporto in un blocco suo, con numero e data: il riscontro si fa lì, su numero del DDT più partita IVA del fornitore, non a occhio sulle descrizioni. Il segnale del doppione è la somma: il totale delle bolle che la fattura cita e l'imponibile della fattura devono coincidere, non sommarsi.

Il doppione si previene anche prima, all'ordine: per ordinare il materiale con la commessa già scritta sopra c'è il modello di ordine al fornitore, gratis, con il registro ordinato, arrivato, fatturato.

Bolle, rapportino e giornale dei lavori: chi tiene cosa?

Sono tre documenti diversi e conviene non mescolarli. Il rapportino di cantiere tiene le persone, le ore e i mezzi: i materiali lì dentro non ci sono. La bolla tiene i materiali. Il giornale dei lavori rimette in fila per giornata quello che rapportini e bolle hanno già scritto.

Come tratta le bolle Portante?

Portante, il gestionale per imprese edili, è specializzato nelle bolle in entrata dai fornitori, quelle che fanno il costo del cantiere. La bolla si fotografa in cantiere col telefono o si carica dal computer in ufficio. Vengono letti fornitore, partita IVA, numero, data, righe e totale: come funziona la lettura è spiegato nella guida sulla bolla letta dalla foto. La bolla va dritta a costo della commessa e quando arriva la fattura elettronica si aggancia sul numero del DDT. Le bolle senza fattura e le fatture che citano bolle mai caricate escono in un elenco a parte.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra bolla e DDT?

Nessuna: è lo stesso documento di trasporto. DDT è il nome della legge, bolla è il nome di cantiere. Sono diverse invece la lettera di vettura, che è il contratto col trasportatore, e la fattura, che dice quanto si paga.

Bolla di consegna e DDT sono la stessa cosa?

Sì. «Bolla di consegna» è il nome che usano molti fornitori per il loro DDT. Contiene le stesse informazioni: data, chi vende, chi compra, chi trasporta, cosa e quanto.

Il DDT è obbligatorio?

Non in generale: l'obbligo della bolla di accompagnamento è caduto nel 1996. I fornitori lo fanno lo stesso perché permette di fatturare tutte le consegne del mese con una fattura sola. Il dettaglio è nella guida su bolla e fattura.

Cosa succede se registro due volte la stessa bolla?

In un foglio Excel il doppione resta, finché qualcuno non lo trova. In Portante il controllo è sulla terna fornitore, numero e data: se la stessa foto arriva due volte, la seconda viene riconosciuta come già registrata.

E se la bolla non ha i prezzi?

Si registra lo stesso, con le quantità. La merce è arrivata e quella è la prova; il prezzo lo porta l'ordine o la fattura, che si aggancia alla bolla già presente.

Quanto tempo si tengono le bolle?

Vanno tenute insieme alle fatture che le citano, per lo stesso tempo dei documenti contabili: per quanto riguarda la tua impresa, chiedi al commercialista. Per il cantiere servono almeno fino al conto finale col fornitore.

Fonti: DPR 472/1996 (contenuto del documento di trasporto e fine della bolla di accompagnamento) e articolo 21, comma 4, del DPR 633/1972 (fattura differita) su normattiva.it; articolo 1684 del codice civile (lettera di vettura). Aperte e controllate il 25 ottobre 2026.