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Bonus casa 2027: dal 50 al 36%, cosa dire al cliente

Dal 1° gennaio 2027 la detrazione per la prima casa scende dal 50 al 36% se nessuno la proroga. Le date, i casi dubbi, un esempio in euro e la frase da dire al cliente.

di Nicola di Portante, trent'anni di cantieri · Aggiornato il 3 ottobre 2026

Se nessuno cambia la legge, dal 1° gennaio 2027 la detrazione per ristrutturare la prima casa scende dal 50 al 36%. Sulle altre case scende dal 36 al 30%. Per la detrazione conta la data del bonifico, non quella di fine lavori. Una proroga è in discussione, ma oggi non esiste.

In breve

  • Spese pagate nel 2026: 50% sulla prima casa del proprietario, 36% sulle altre. Dal 2027: 36% e 30%.
  • Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unità, anche nel 2027. La detrazione si recupera in dieci anni.
  • Ogni pagamento prende l'aliquota dell'anno in cui lo ordini in banca. Un acconto di dicembre non perde il 50% perché i lavori finiscono a marzo.

Le date che contano

PagatoPrima casaAltre
Nel 202650%36%
Nel 202736%30%
Dal 2028 al 203330%30%

Prima casa vuol dire la casa dove abita il proprietario; il tetto di spesa è 96.000 euro per unità nel 2026 e nel 2027, 48.000 dal 2028. Così dice la legge oggi, secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026. L'ultimo giorno per l'aliquota più alta è il 31 dicembre 2026.

Quanto costa aspettare: un esempio

Il signor Rossi rifà bagno e cucina nella casa dove abita, 40.000 euro. Pagati nel 2026 danno una detrazione di 20.000 euro (50%). Pagati nel 2027, 14.400 euro (36%). Fanno 5.600 euro di differenza, che nella pratica sono 560 euro in meno ogni anno, per dieci anni, sempre che l'Irpef da pagare basti a contenerli.

Il cliente lo sentirà come «a febbraio costa di più», e il conto lo presenterà a te. Non è colpa tua. Ma è meglio che lo sappia da te a ottobre.

Una proroga? Si discute, niente di scritto

Il 20 maggio 2026 il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha detto che un'altra proroga del 50% sulla prima casa e del 36% sulle altre si potrebbe valutare, se si trovano le risorse, e dopo la verifica di settembre sui conti. A metà settembre la stampa di settore riportava l'ipotesi di tenere il 50% senza il taglio al 36%, precisando che non c'è nessuna conferma ufficiale. La manovra è ancora in scrittura. Per ora, la legge è quella della tabella.

I casi dubbi

Gli acconti. Vale il principio di cassa: ogni pagamento prende l'aliquota dell'anno in cui è stato fatto. Se Rossi paga 20.000 euro di acconto entro dicembre e 20.000 a lavori finiti nel 2027, ha 10.000 euro di detrazione sul primo e 7.200 sul secondo: 17.200 euro in tutto, invece di 14.400. È un esempio, non una scorciatoia: l'acconto dev'essere un pagamento vero dei lavori, e conviene farlo vedere prima al commercialista.

Il bonifico parlante. Deve riportare la causale del versamento, il codice fiscale di chi prende la detrazione e la partita Iva o il codice fiscale dell'impresa. Per le persone fisiche conta il giorno in cui dai l'ordine alla banca, non quello dell'addebito: un bonifico disposto il 31 dicembre resta del 2026 anche se il conto si muove a gennaio. Controllate i dati prima di dicembre, non il 30.

I lavori a cavallo d'anno. Nessun problema in sé: il criterio di cassa vale anche se il pagamento cade prima dell'inizio lavori o dopo la fine. Ogni rata del cantiere ha la sua aliquota.

Le seconde case. Il 36% di oggi diventa 30% nel 2027. L'aliquota alta vale solo per l'abitazione principale, quella dove si abita davvero.

Chi non è proprietario. Il 50% è per chi ha la proprietà o un diritto reale di godimento sulla casa dove abita. Il familiare convivente o l'inquilino che paga di tasca sua ha il 36% oggi e il 30% dal 2027.

Il nuovo Testo unico. Dal 2027 il commercialista citerà altri numeri di articolo. Cambia la numerazione, non le percentuali.

La frase da dire al cliente

  • Al telefono: «Le dico una cosa vera, prima che la legga sul giornale. Se paga i lavori da gennaio, la detrazione scende dal 50 al 36%. Su 40.000 euro sono 5.600 euro. Non serve finire entro dicembre: conta il bonifico. Se vuole le preparo un piano con un acconto entro l'anno. Poi sentite il vostro commercialista.»
  • Su WhatsApp: «Buongiorno, una nota utile sul suo preventivo: dal 1° gennaio la detrazione sulla prima casa scende, salvo proroghe, dal 50 al 36%. Conta la data del bonifico. Ne parliamo 5 minuti?»
  • Per chi esita: «Non le chiedo di decidere oggi. Le dico che dopo il 31 dicembre il conto cambia. Se la manovra lo cambia ancora, la richiamo io.»

Cosa fare lunedì

Apri i preventivi fermi da settembre. Per ognuno segna se il lavoro è sulla prima casa del proprietario. Chiama prima quelli, poi gli altri. A chi dici «ci penso dopo le feste» proponi un acconto entro dicembre, con il bonifico fatto bene.

Fonti, consultate il 3 ottobre 2026

Questa è informazione, non consulenza fiscale: per il caso del singolo cliente verifica col tuo commercialista. Le aliquote si ricontrollano a ogni novità della manovra.

Domande frequenti

Quanto scende il bonus casa nel 2027?

Per le spese pagate nel 2027 la detrazione scende al 36% sulla prima casa del proprietario e al 30% sulle altre abitazioni, se nessuna legge cambia la scaletta. Il tetto resta 96.000 euro.

Conta la data del bonifico o quella di fine lavori?

Conta il bonifico. Per le persone fisiche vale il principio di cassa: la spesa è del giorno in cui dai l'ordine alla banca, non dell'addebito né della fine dei lavori.

Un acconto pagato a dicembre 2026 prende il 50%?

Sì, se è un pagamento vero fatto con bonifico parlante entro il 31 dicembre 2026 e il cliente ha i requisiti della prima casa. I pagamenti del 2027 prendono l'aliquota del 2027.

È già stata decisa una proroga del 50%?

No. Se ne discute e la manovra 2027 è ancora in preparazione, ma al 3 ottobre 2026 non risulta nessun testo approvato che la prevede.

Il familiare convivente o l'inquilino hanno il 50%?

No. L'aliquota più alta spetta a chi ha la proprietà o un diritto reale sulla casa. Gli altri hanno il 36% sulle spese del 2026 e il 30% su quelle del 2027.

Pagina aggiornata il 3 ottobre 2026

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