Costi di commessa: come si controllano mentre il cantiere è aperto
Come si controllano i costi di una commessa mentre il cantiere è aperto: budget per voce, per famiglia o di commessa, scostamento e avviso sopra il 5 per cento.
di Nicola Busca, trent'anni di cantieri · Aggiornato il 5 settembre 2026
I costi di commessa si controllano confrontando, mentre il cantiere è aperto, quello che è già uscito con un budget deciso prima. Il livello lo sceglie l'impresa, non il programma: la singola voce di computo, la famiglia di costo, oppure la commessa intera. Sopra il 5 per cento di scostamento arriva un avviso, una volta sola per punto. Il consuntivo che arriva a lavori finiti non è un controllo dei costi, è un referto.
In Portante questo si chiama controllo di commessa mentre il cantiere è aperto, ed è la parte che si accende il giorno in cui il lavoro parte. La seconda metà quasi nessuno la dichiara: un sistema onesto dice quando un numero non torna e sta zitto quando torna. Una riga che parla sempre diventa rumore, e dopo tre giorni non la legge più nessuno.
Che cosa vuol dire leggerli a lavoro aperto, con un caso vero. Sul primo cantiere vero di un'impresa cliente il grafico dei costi diceva manodopera 105 euro su 84.211, lo 0,1 per cento. Un cantiere edile senza manodopera non esiste, e infatti non esisteva: quelle ore non erano ancora entrate. Il grafico l'ha detto prima del commercialista, ma solo perché sotto al disegno qualcuno l'ha messo in parole.
Che cosa sono i costi di commessa, in pratica?
Ci sono sei famiglie e non una di più: manodopera, mezzi, materiali, noleggi, subappalti, varie. Sono le stesse sei con cui si scrive il budget, così il confronto fra previsto e speso non ha bisogno di traduzioni.
Il disordine si nasconde nella casella varie. Quando varie diventa la voce più grossa del cantiere, sopra il 40 per cento del totale, non stai leggendo un mix di costi: stai leggendo righe entrate senza categoria, e ogni percentuale che ci calcoli sopra è sporca.
A che livello si controlla il budget di commessa?
Dipende da come lavori tu, ed è una scelta che il programma non deve fare al posto tuo. I livelli sono tre, e si usa il più fine dei tre che hai davvero impostato.
| Livello | Che cosa confronti | Quando è il tuo |
|---|---|---|
| Voce di computo | Il consuntivo agganciato a quella lavorazione contro il budget di quella lavorazione | Hai il computo strutturato e le ore e le bolle agganciate alla riga giusta |
| Famiglia di costo | Il consuntivo di manodopera, mezzi, materiali, noleggi, subappalti, varie contro il budget di ognuna | Prima commessa, o computo non strutturato: i costi sono già categorizzati, non devi preparare niente |
| Commessa intera | Il totale speso contro il budget di costo di tutto il lavoro | Vuoi un semaforo solo, e ti basta sapere se il lavoro sta dentro |
Vince sempre il più fine dei tre. Hai messo i numeri sulle voci, il confronto sta lì; altrimenti scende alla famiglia; e se manca anche quella, resta il totale. Non si chiede mai a un'impresa di rifare il computo per avere un avviso: si lavora con quello che ha deciso di tenere.
Un sistema che pretende il grado massimo prima di funzionare non parte mai: alla prima commessa il computo strutturato non ce l'ha nessuno.
Il budget di commessa lo decide il software?
No. Il budget lo decide l'impresa, e questo non lo facciamo noi al posto tuo: un numero che il programma si inventa non è un riferimento, è un'opinione della macchina contro cui poi misuri soldi veri.
Il budget si costruisce dai numeri che hai già: il computo metrico con le sue quantità, le offerte dei tuoi fornitori, il costo orario vero delle tue squadre. Il prezzario della tua regione lo carichiamo noi, insieme al tuo listino privato, ma quale numero diventa budget lo decidi tu voce per voce.
La baseline, cioè il costo d'offerta congelato il giorno della firma, resta intoccabile. Serve a rispondere alla domanda più scomoda di fine lavori: quanto ho sbagliato a comprare, e quanto a misurare.
Come nasce il budget di commessa dal computo metrico?
C'è una regola sola, ed è quantità per costo unitario. Due manopole separate, non un totale scritto a mano: perché quando il conto non torna vuoi sapere quale delle due si è mossa.
Da lì escono due scostamenti diversi, e confonderli è l'errore che rende inutile tutto il controllo dei costi. Lo scostamento di prezzo è quanto è cambiato il costo unitario a parità di quantità: ho comprato bene o male. Lo scostamento di quantità è quanto è cambiata la quantità al prezzo d'offerta: avevo stimato bene o male. Sommati, danno esattamente la differenza fra budget e offerta.
Non si lavorano tutte le voci. Si ordinano per peso e si lavorano quelle che fanno l'80 per cento del costo: la coda si conferma in blocco al valore d'offerta, e nessuno passa tre giorni sul budget dei battiscopa. Quando il numero si sposta di più del 5 per cento o di più di mille euro il programma chiede la nota che spiega perché. Sotto soglia non la chiede: una nota obbligatoria su ogni virgola è teatro, e la scrivi vuota.
Il pezzo che viene prima di questo è l'analisi del fabbisogno di commessa: le quantità che diventano calendario e poi ordini ai fornitori.
Quando arriva l'avviso che il budget è sforato?
C'è una soglia, ed è il 5 per cento. Ogni giro del controllo automatico guarda tutti i cantieri aperti, confronta consuntivo e budget al livello impostato da quell'impresa, e quando il consuntivo supera il budget di più del 5 per cento suona una campanella con dentro i due numeri e la differenza in euro.
L'avviso arriva una volta sola per punto. Se la voce intonaci ha già la sua campanella aperta, il giro dopo non ne fa una seconda: finché non l'hai chiusa tu, quel punto è già stato detto. È la differenza fra un sistema che avvisa e uno che perseguita, e dopo dieci avvisi uguali la campanella si spegne per sempre.
Una voce senza budget fa scattare qualcosa?
No. Senza budget non c'è un riferimento, e senza riferimento non c'è scostamento: ci sono solo soldi usciti. Una voce a cui non hai messo un numero resta muta, e la pagina lo dice invece di inventarsi una media di mercato per avere qualcosa da mostrare.
È la stessa scelta della riga sotto il grafico del mix di costi, quella del cantiere da 84.211 euro. Si accende in due casi soli: quando varie ha mangiato tutto, e quando la manodopera è sotto il 2 per cento su un cantiere sopra i cinquemila euro di costi. Più piccolo di così, il segnale non vuol dire niente.
E quando si accende descrive, non giudica. Non dice sbagliato, non dice non conforme: dice che la manodopera è 105 euro su 84.211 e che le ore dei tuoi operai non sono ancora entrate. Se il lavoro l'hanno fatto soprattutto altre imprese, con i subappalti sopra la metà del totale, lo dice al condizionale: lì l'assenza può essere vera. La conclusione la tira chi legge, che è l'unico che sa com'è andata in cantiere.
Come entrano le ore della squadra nei costi di commessa?
Dipende da chi ha lavorato, e la distinzione vale soldi veri. Per la tua squadra la tariffa oraria è il costo aziendale, e le ore del rapportino fanno costo. Per chi non è un tuo dipendente il costo è sempre la fattura: le ore sono il metro per verificarla, non il costo.
Sembra una sottigliezza contabile, invece è il modo più comune di vedere un margine falso in negativo. Dai una tariffa a un posatore in subappalto, i suoi rapportini scrivono in manodopera, poi il SAL della sua impresa scrive in subappalti: stesso lavoro contato due volte, e il cantiere sembra affondare mentre va bene.
Il buco opposto vale la pena guardarlo oggi, sul tuo ultimo cantiere. Un tuo dipendente senza tariffa oraria impostata lascia ore registrate e costo zero: lavoro che sembra gratis, e margine gonfiato di conseguenza. Un sistema che tace su questo ti fa vedere un numero bello che non esiste.
E i mezzi, quanto costano all'ora?
C'è un conto, e non è il canone del noleggio. In un anno un mezzo pesa per il capitale, cioè l'ammortamento se è tuo o il canone se è a noleggio, più assicurazione, bollo, carburante o energia e la manutenzione media: quel totale diviso le ore che lo usi fa il costo orario, diviso i chilometri fa quello chilometrico. È il numero che manca quasi sempre a chi dice che sui piccoli lavori non ci guadagna, perché il furgone che gira a vuoto non ha una fattura sua da girare al cantiere.
Che differenza c'è fra controllo dei costi e controllo del margine?
C'è, ed è la direzione da cui guardi. Il controllo dei costi confronta quello che esce con quello che avevi deciso di far uscire. Il margine mette accanto anche quello che entra, e dice se quel lavoro, a finire, ti lascia qualcosa.
Servono tutti e due, e il primo regge il secondo: un margine calcolato su costi entrati a metà è un margine inventato. Il conto e le sue soglie stanno sulla pagina del margine di cantiere.
Esiste un software per il calcolo dei costi di commessa?
Sì, e chi cerca «calcolo costi commessa software» quasi sempre ha già provato con un foglio. Il foglio regge finché i cantieri aperti sono uno o due: da tre in su il problema non è il calcolo, è che i costi arrivano da porte diverse in giorni diversi, i rapportini dal cantiere, le bolle dal magazzino, le fatture dal commercialista, e il foglio li vede con un mese di ritardo.
La domanda da fare a chiunque ti faccia vedere il suo, la nostra compresa, è una sola: in che giorno mi dice che questa commessa sta andando male. Se la risposta è quando la chiudi, quello non è controllo di commessa, è archiviazione.
Nella scheda del cantiere budget, consuntivo e scostamento stanno nella stessa schermata. Su come si sceglie, e su cosa cambia fra chi lavora su commessa e chi produce in serie, c'è la pagina sul software di gestione commesse. Da qui portati via il meccanismo: budget deciso da te, consuntivo che entra ogni giorno dalle sue porte, confronto al livello che hai scelto, avviso solo quando serve.
Per chi questa pagina non è
Non fa per te se cerchi la contabilità generale: registri IVA, bilancio, dichiarazioni. Quella non è mestiere nostro e resta al tuo commercialista. Il controllo di commessa è un'altra cosa: i costi di un lavoro specifico, letti finché c'è ancora qualcosa da decidere.
Domande frequenti sui costi di commessa
I costi di commessa sono la stessa cosa dei costi di struttura?
No, ed è la prima divisione da fare. I costi di commessa sono attribuibili a un singolo lavoro e si dividono in sei famiglie: manodopera, mezzi, materiali, noleggi, subappalti, varie. I costi di struttura li paghi comunque, anche a cantieri fermi, e su una commessa entrano come quota, non come fattura.
Come si calcola il budget di commessa?
C'è una formula sola: per ogni voce, quantità per costo unitario, e la somma delle voci più i costi che nel computo non ci sono, come gru, ponteggi, baraccamenti e direzione lavori. Senza quel contenitore per i costi fuori computo il budget totale non quadra mai.
Serve il computo metrico per controllare i costi di una commessa?
No, non è obbligatorio. Con il computo strutturato il controllo scende alla singola lavorazione, che è il livello più utile; senza, si lavora per famiglia di costo o sulla commessa intera, e si parte lo stesso.
Perché il consuntivo di fine lavori non basta?
Non basta perché arriva quando non puoi più fare niente. A cantiere chiuso lo scostamento è una notizia; a cantiere aperto è una decisione: cambiare fornitore, rivedere una lavorazione, chiedere una variante prima che il lavoro venga coperto.
Da dove vengono i fatti di questa pagina
Le sei famiglie, i tre livelli di budget, la soglia del 5 per cento, la regola che il livello più fine vince, l'avviso che non si ripete sullo stesso punto e le due condizioni con cui la riga sotto il grafico si accende sono funzioni verificate nel codice il 5 settembre 2026. Il cantiere con manodopera 105 euro su 84.211 è il primo cantiere vero di un'impresa cliente, ed è scritto dentro quel codice come il motivo per cui quella riga esiste: il nome non lo scriviamo. Le soglie sono quelle in uso nel prodotto, non medie di mercato.
Pagina aggiornata il 5 settembre 2026
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