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Cronoprogramma dei lavori: come si calcola la durata di una lavorazione dal computo metrico

Come si calcola la durata di una lavorazione dal computo metrico: ore di manodopera, incidenza di legge, margine. La formula e il conto su un cantiere vero.

di Nicola Busca, trent'anni di cantieri · Aggiornato il 5 settembre 2026

La durata di una lavorazione si calcola dalle ore di manodopera che quella lavorazione richiede, non dal numero di righe che occupa nel computo. La formula è una sola, ed è quella che si insegna: quantità per resa diviso il numero di operai fa i giorni, più un margine del 15 o 20 per cento per gli imprevisti.

Il computo le ore quasi mai te le scrive. Ti dà le quantità con la loro unità di misura, e gli importi. Le ore si tirano fuori da lì in due modi: si leggono dall'analisi del prezzo quando la voce ce l'ha, oppure si ricavano dall'importo per l'incidenza della manodopera diviso il costo orario della squadra.

La prova che dice se il cronoprogramma è fatto bene è una sola: spaccare una voce in tre non deve allungare il cantiere di un giorno. Se il piano si allunga quando il computo diventa più minuzioso, non stai programmando il lavoro. Stai misurando quanto è lungo l'elenco.

Perché un cronoprogramma a giorni fissi per voce è sempre sbagliato

Non è sbagliato il numero, è sbagliato da cosa dipende. Un numero fisso di giorni per riga lega la durata del cantiere a come è scritto il computo, e il computo lo scrive un tecnico che pensa alle misure, non al calendario.

Questo errore lo abbiamo fatto noi, ed è la ragione per cui esiste questa pagina. La prima versione del nostro piano dava a ogni voce cinque giorni fissi, in fila: ventitré sotto-voci facevano un cantiere di quattro mesi per 88.100 euro di lavori, cioè 710 euro al giorno su una ristrutturazione.

Il guaio non era il numero, che pure era ridicolo: era il meccanismo. Spacchi una voce in tre e il cantiere si allunga di dieci giorni, e lo stesso lavoro descritto due volte ti dà due date di fine diverse. Un cronoprogramma così non lo metti davanti a un committente, e nemmeno davanti al tuo capocantiere.

Questo è un MangiaMargine di quelli che non vedi: date gonfie che ti fanno rifiutare un lavoro che ci stava, o date storte che ti fanno promettere una consegna che non reggi. Il conto arriva a cantiere aperto, quando recuperare costa il doppio. E questi numeri sono nostri, non di un istituto: li diamo perché è il nostro caso, e la formula la rifai sui tuoi.

Come si calcola la durata di una lavorazione?

C'è un metodo solo, ed è vecchio quanto il mestiere: la formula che hai letto in apertura non l'abbiamo inventata noi. Quello che cambia da un cronoprogramma all'altro non è la formula, sono i pezzi che ci metti dentro.

Il riferimento italiano per chi fa direzione lavori è STR Vision CPM di TeamSystem: le durate nascono dalle percentuali di incidenza della manodopera per ogni lavorazione del computo, unite alle squadre tipo. Non è una nostra invenzione: è come il mestiere programma i lavori da prima che ci fossimo noi.

Da ore a giorni è aritmetica: le ore si dividono per la capacità della squadra, cioè persone per ore al giorno. Otto ore a testa, e sabato e domenica fuori dal conto: contarli accorcia il piano sulla carta e ti fa promettere date che non rispetti.

Da dove escono le ore, se il computo non le scrive?

Ci sono due strade, e la cosa onesta è prendere la migliore disponibile voce per voce, non applicarne una sola a tutte.

StradaDa dove viene il numeroQuando si può usareQuanto è affidabile
Le ore si leggonoDall'analisi del prezzo della voce, famiglia manodopera: la quantità è ore per unità di misuraSolo se quella voce è agganciata a un'analisi del prezzoMassima: non c'è nessuna stima, è il numero che hai messo tu
Le ore si ricavanoImporto della voce per l'incidenza della manodopera, diviso il costo orarioSempre, basta che ci sia un importoMedia: sui soldi, non sul lavoro. Sbaglia dove la voce è quasi tutta fornitura

Nel nostro caso la prima strada oggi copre il 6 per cento delle voci. Sei per cento, non "tutto automatico": lo diciamo perché è il numero vero, verificato nel codice il 4 settembre 2026, e perché chi compra software da trent'anni riconosce da lontano chi gli promette il cento per cento. Quel 6 per cento cresce da solo: ogni analisi del prezzo che l'impresa costruisce sposta le lavorazioni di quella voce dalla stima alla lettura.

Quanto pesa la manodopera sul valore di un lavoro edile?

Dipende dal tipo di lavoro, e le percentuali non sono un'opinione: stanno in una tabella di legge. È la Tabella A del decreto del Ministero del Lavoro 25 giugno 2021 numero 143, quello della congruità della manodopera che sta dietro al DURC di congruità.

Categoria di lavoroIncidenza minima della manodopera
Ristrutturazione di edifici civili22,00%
Nuova edilizia civile, compresi impianti e forniture14,28%
Nuova edilizia industriale, esclusi impianti5,36%
Ristrutturazione di edifici industriali, esclusi impianti6,69%
Restauro e manutenzione di beni tutelati (OG2)30,00%
Opere stradali, ponti e simili (OG3)13,77%

Il decreto si legge in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale numero 180 del 29 luglio 2021, e la tabella con tutte e diciassette le categorie sta sul sito del Ministero del Lavoro, aperti il 5 settembre 2026.

Una precisazione che conta più della tabella: quel 22 per cento è un minimo di legge, non una media di mercato. Tira le durate verso il corto, e chi legge il numero deve saperlo.

Il conto vuole anche un costo orario, e quello giusto è il tuo. Quando non ce l'hai, il riferimento pubblico sono le tabelle ministeriali del costo del lavoro in edilizia, provincia per provincia e livello per livello, aggiornate dal decreto direttoriale 23 del 26 marzo 2026 e sostituite dal decreto direttoriale 40 del 13 maggio 2026, aperte il 5 settembre 2026.

Quanti giorni vengono fuori su un cantiere da 88.100 euro?

Ci sono 759 ore di manodopera, e il conto lo rifai a mente. Ottantottomilacento euro di ristrutturazione per il 22 per cento della Tabella A fanno 19.382 euro di manodopera; divisi per il costo orario medio dell'anagrafica di quell'impresa, 25,53 euro, fanno 759 ore.

Quelle 759 ore, con tre persone da otto ore, sono 31,6 giorni lavorativi. Più il 15 per cento di margine diventano 37 giorni: un mese e mezzo, non quattro mesi. Il piano vecchio, a cinque giorni fissi per riga, ne dava 124. Fonte: le funzioni del calcolo e i loro test, verificati nel codice il 4 settembre 2026.

La prova che conta però non è il numero, è la sua stabilità. Spacca quelle stesse voci in venti righe minuscole: il totale non si muove di un giorno, perché non cambiano né l'importo né le ore. La durata dipende dal lavoro, non da come è scritto il computo.

Quando questo conto sbaglia, e di quanto?

Dipende da quanta fornitura c'è dentro la voce, ed è il punto in cui va detto chiaro che il numero è una bozza. I soldi non sono manodopera: una caldaia o due portoncini blindati sono quasi tutta fornitura, e un 22 per cento piatto gli regala giorni di posa che non esistono.

Si corregge da solo quando quella voce ha la sua analisi del prezzo, perché lì le ore si leggono invece di dedurle dai soldi: il 6 per cento di prima non è un limite da nascondere, è la parte di piano già esatta oggi.

Ci sono altre due cose che il conto non sa. La squadra non è la stessa per tutto il cantiere: al getto ci vanno in quattro, ai battiscopa uno. E il totale vero dipende da cosa va in parallelo, che il computo non dice. Le feste comandate nemmeno ci sono, perché servirebbe il calendario della tua impresa.

Un cronoprogramma calcolato sostituisce chi conosce il cantiere?

No, e chi te lo racconta ti sta vendendo un'illusione che in cantiere dura due giorni. Le precedenze fra lavorazioni le decide chi sa che il massetto vuole i suoi giorni prima del pavimento e che l'impianto passa prima dell'intonaco. Quella testa lì resta al capocantiere, e noi non la sostituiamo.

Il meteo, i tempi dei fornitori, il ponteggio che arriva quando arriva, il committente che cambia idea sulle finiture a metà opera: nel conto non ci sono e non ci saranno. Le previsioni del tempo non è mestiere nostro.

Quello che diamo è il punto di partenza: durate coerenti con il lavoro invece che con la lunghezza dell'elenco, da spostare in mezz'ora invece di scrivere il piano da zero in una domenica. Se cerchi il pulsante che ti dà il cronoprogramma definitivo senza che nessuno lo guardi, qui non ci sono scorciatoie di quel tipo.

Come si tira fuori il cronoprogramma dal computo?

Ci sono tre passaggi, gli stessi anche se lo fai a mano su un foglio. Primo: per ogni voce ricavi le ore, dall'analisi del prezzo se c'è, dall'importo per l'incidenza se non c'è. Secondo: dividi le ore per la squadra e aggiungi il margine. Terzo: metti le lavorazioni in fila saltando i fine settimana, poi correggi a mano l'ordine e i paralleli.

Il conto va tenuto in ore, non in giorni: se lo tieni in giorni, due lavorazioni da mezza giornata si prendono un giorno a testa e il piano si gonfia con la logica del cinque giorni fissi.

Se il computo lo tieni in Excel, il modello di computo metrico è il punto da cui partire, gratis e senza lasciare l'email. Dal computo a cosa serve e quando ci porta l'altra metà del lavoro, l'analisi del fabbisogno di commessa: quantità che diventano calendario e poi ordini ai fornitori.

Portante è il gestionale per imprese edili italiane: CRM commerciale, preventivi dai costi veri, cantieri, SAL, ordini, squadre e margine di commessa in tempo reale. Nato da trent'anni di cantiere.

Il mestiere che facciamo è il controllo di commessa mentre il cantiere è aperto, e il cronoprogramma ne è il primo pezzo: senza durate coerenti non sai se sei in ritardo, e quindi non sai se stai perdendo margine.

Non fa per te se lavori un cantiere alla volta con quattro voci in croce: lì il calendario ce l'hai in testa. Comincia a valere quando i lavori aperti sono tre, le voci sono centocinquanta e le date le hai promesse per iscritto.

La mossa di oggi è una sola: prendi l'ultimo computo che hai chiuso, moltiplica l'importo per l'incidenza della tua categoria, dividi per il tuo costo orario e poi per la squadra. Confronta quei giorni con quelli che avevi scritto nel cronoprogramma consegnato.

Domande frequenti

Come si calcola la durata di una lavorazione dal computo metrico?

Ci sono due passaggi. Prima le ore di manodopera: si leggono dall'analisi del prezzo quando la voce ce l'ha, altrimenti si ricavano dall'importo per l'incidenza della manodopera diviso il costo orario. Poi le ore si dividono per persone per otto, e si aggiunge il 15 o 20 per cento di margine.

Qual è l'incidenza della manodopera in una ristrutturazione?

C'è una percentuale scritta in una tabella di legge, ed è il 22 per cento: Tabella A del decreto ministeriale 143 del 25 giugno 2021, voce ristrutturazione di edifici civili. Il testo è in Gazzetta Ufficiale Serie Generale numero 180 del 29 luglio 2021, e la tabella completa sul sito del Ministero del Lavoro, aperti il 5 settembre 2026. È un minimo di legge, non una media di mercato.

Perché il cronoprogramma si allunga se spacco una voce in due?

Non deve allungarsi, e se si allunga il calcolo è sbagliato. Succede quando il programma assegna un numero fisso di giorni a ogni riga: in quel caso la durata dipende da quanto è minuzioso il computo invece che dal lavoro da fare.

L'analisi del prezzo è obbligatoria per avere le durate?

No, ma dove c'è il numero smette di essere una stima. Senza analisi le ore si ricavano dai soldi, con l'incidenza di legge; con l'analisi si leggono, perché la famiglia manodopera dice le ore per unità di misura. Le due strade convivono nello stesso piano.

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