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Quanta manodopera deve esserci in un'opera, per categoria di lavori

Le percentuali minime di manodopera sul valore dell'opera: tutte e diciassette le categorie della tabella A del DM 143/2021, e la soglia dei 70.000 euro.

di Nicola Busca, trent'anni di cantieri · Aggiornato il 6 settembre 2026

Dipende dalla categoria, e le percentuali non le decide il mercato: stanno in una tabella di legge. Si va dal 5,36 per cento della nuova edilizia industriale al 30 per cento del restauro dei beni tutelati, con il 14,28 per cento della nuova edilizia civile e il 22 per cento della ristrutturazione di edifici civili nel mezzo. Sono diciassette righe in tutto, ed è la Tabella A del decreto ministeriale 143 del 25 giugno 2021.

La percentuale si applica al valore complessivo dell'opera. Vale per tutti i lavori pubblici e, nei privati, solo per le opere di importo pari o superiore a settantamila euro: lo dice l'articolo 2 comma 3 del decreto, e sotto quella soglia nei lavori privati il decreto non si applica.

Questa pagina la scrive Portante, che fa il controllo di commessa mentre il cantiere è aperto. Il conto per sapere se sei congruo lo fa il calcolatore della congruità della manodopera, e le durate dei lavori da quelle stesse percentuali le tira il cronoprogramma dal computo metrico: qui non li rifacciamo. Qui c'è la tabella intera, con la fonte accanto, e cosa quel numero non dice.

Come si calcola?

Ci sono due numeri e una divisione. Costo della manodopera denunciato alle Casse Edili, diviso il valore dell'opera: il risultato deve stare sopra la percentuale della tua categoria.

Il numeratore è il costo del lavoro che risulta dalle denunce mensili, tuo e dei subappaltatori, non le ore che hai in testa. Il denominatore è il valore complessivo dell'opera come dichiarato alla Cassa Edile. Su una ristrutturazione civile da 300.000 euro, il 22 per cento fa 66.000 euro di manodopera: sotto quella cifra il cantiere non è congruo.

La stessa divisione, girata al contrario, serve prima ancora del cantiere: valore dell'opera per la percentuale ti dà quanta manodopera deve esserci dentro. Su un preventivo da 88.100 euro di ristrutturazione, il 22 per cento sono 19.382 euro di manodopera. Se nel tuo preventivo ce n'è la metà, o hai molta fornitura dentro, o quel preventivo non sta in piedi.

La tabella A del DM 143/2021, tutte e diciassette le categorie

Categoria di lavoriIncidenza minima della manodopera
OG1, nuova edilizia civile, compresi impianti e forniture14,28%
OG1, nuova edilizia industriale, esclusi impianti5,36%
Ristrutturazione di edifici civili22,00%
Ristrutturazione di edifici industriali, esclusi impianti6,69%
OG2, restauro e manutenzione di beni tutelati30,00%
OG3, opere stradali, ponti e simili13,77%
OG4, opere d'arte nel sottosuolo10,82%
OG5, dighe16,07%
OG6, acquedotti e fognature14,63%
OG6, gasdotti13,66%
OG6, oleodotti13,66%
OG6, opere di irrigazione ed evacuazione12,48%
OG7, opere marittime12,16%
OG8, opere fluviali13,31%
OG9, impianti per la produzione di energia elettrica14,23%
OG10, impianti per la trasformazione e distribuzione5,36%
OG12 e OG13, bonifica e protezione ambientale16,47%

Da dove viene il numero?

C'è un decreto solo dietro tutte e diciassette le righe, e si legge in mezz'ora. È il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali numero 143 del 25 giugno 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale numero 180 del 29 luglio 2021. La tabella con le percentuali è l'allegato pubblicato dal Ministero del Lavoro, e il testo del decreto sta sullo stesso sito. Aperti e riletti riga per riga il 6 settembre 2026.

Le percentuali non nascono in ministero: il decreto le recepisce dall'accordo collettivo del 10 settembre 2020 fra le associazioni dei costruttori e i sindacati di categoria. L'articolo 3 comma 1 rimanda proprio a quella tabella, e il comma 5 dello stesso articolo dice che gli indici si aggiornano con un decreto successivo, sentite le parti sociali.

Cosa è misurato e cosa no, detto chiaro. Le diciassette percentuali qui sopra sono trascritte dall'allegato ministeriale: sono un dato, non una stima. La soglia dei settantamila euro per i privati è l'articolo 2 comma 3, letto alla fonte. I quindici giorni per regolarizzare e i dieci giorni per il rilascio dell'attestazione sono gli articoli 5 e 4. Le categorie specialistiche che circolano nelle tabelle aggiornate applicate dalle Casse Edili non stanno in questa pagina, perché non le abbiamo verificate su un documento istituzionale: se lavori in una categoria specialistica, la tua riga cercala sul portale della congruità prima di fare il conto.

A cosa serve questo numero oltre alla congruità?

C'è un secondo uso, ed è quello che interessa a chi fa preventivi. La percentuale dice quanta manodopera deve esserci dentro un'opera per essere vera. Un preventivo di ristrutturazione dove la manodopera pesa il 9 per cento non è un preventivo aggressivo: o è pieno di fornitura, e allora va detto, oppure c'è dentro un errore che a fine lavori diventerà un margine mangiato.

Serve anche a leggere il preventivo di un altro. Quando un committente ti mette davanti un'offerta più bassa della tua del venti per cento, la prima cosa da guardare non è il totale: è quanta manodopera c'è dentro. Se sotto il minimo di legge, quel lavoro o non lo farà quell'impresa, o lo farà con qualcuno che non denuncia.

E serve a stimare le ore quando il computo non le scrive: importo per incidenza diviso il costo orario della squadra fa le ore, e da lì escono le durate. È la strada del cronoprogramma, e va usata sapendo che è una stima sui soldi, non una lettura del lavoro.

Cosa NON dice questo numero?

Non dice se il tuo cantiere è congruo. Il confronto ufficiale lo fa la Cassa Edile sui dati della filiera, tuoi e dei subappaltatori: qui non ci sono le tue denunce, e nessun calcolo fatto in pagina sostituisce il loro. Il nostro calcolatore serve a sapere in anticipo se sei lontano dalla soglia, non a certificare che sei a posto.

Non è una media di mercato. È un minimo di legge, cioè il pavimento: un'impresa che lavora bene sta quasi sempre sopra, e usare il minimo come se fosse la normalità tira le stime verso il corto.

Non dice il costo del lavoro della tua provincia. Quello lo fissano le tabelle della Cassa Edile territoriale, e resta al tuo consulente del lavoro: qui c'è una percentuale sul valore dell'opera, non una tariffa oraria.

Non regge dove la voce è quasi tutta fornitura. Una caldaia o due portoncini blindati sono materiale, e applicare una percentuale piatta gli assegna ore di posa che non esistono. Correggere questo a occhio non è mestiere nostro: si corregge con l'analisi del prezzo della voce, dove le ore si leggono invece di dedurle.

Domande frequenti

Quali sono le percentuali minime di manodopera del DM 143/2021?

Ci sono diciassette righe nella Tabella A, e vanno dal 5,36 al 30 per cento. Le due che capitano più spesso in un cantiere privato sono il 14,28 della nuova edilizia civile e il 22 della ristrutturazione di edifici civili. La tabella intera è qui sopra, trascritta dall'allegato ministeriale.

La congruità della manodopera vale anche per i lavori privati?

Sì, dalle opere di settantamila euro in su. Sotto quella soglia, nei privati, il decreto non si applica: lo scrive l'articolo 2 comma 3. Negli appalti pubblici invece vale sempre, qualunque sia l'importo dei lavori.

Come si calcola l'incidenza della manodopera su un'opera?

Ci sono un numeratore e un denominatore, e nessuna furbizia in mezzo. Sopra, il costo del lavoro che risulta dalle denunce mensili; sotto, il valore complessivo dell'opera. Il rapporto fra i due si confronta con la riga della tua categoria, e girato al contrario dice quanta manodopera deve entrarci.

Qual è l'incidenza della manodopera in una ristrutturazione?

C'è una riga apposta nella Tabella A, ed è il 22 per cento per la ristrutturazione di edifici civili. Per la ristrutturazione di edifici industriali, esclusi gli impianti, la stessa tabella dice 6,69 per cento. Sono minimi, non medie.

Cosa succede se il cantiere non è congruo?

Non esce l'attestazione, e la Cassa Edile invita a regolarizzare entro quindici giorni: o si dimostra il costo del lavoro mancante con i documenti, o si versa la differenza. Sono i termini dell'articolo 5 del decreto. Senza regolarizzazione l'esito negativo va in banca dati e il DURC ne risente.

Le percentuali della Tabella A sono ancora quelle del 2021?

Dipende dalla categoria. Le diciassette righe qui sopra sono quelle del decreto del 2021, ed è il testo che abbiamo letto alla fonte. Il decreto stesso, all'articolo 3 comma 5, prevede che gli indici siano aggiornati con decreti successivi sentite le parti sociali: se lavori in una categoria specialistica, controlla la tabella applicata oggi dalla tua Cassa Edile prima di fare il conto.

P.S. La divisione che serve di più è quella al contrario, e si fa su un preventivo già firmato: importo per la percentuale della tua categoria, e guardi quanta manodopera avresti dovuto avere dentro. Se quella che ci avevi messo è molto più bassa, quel lavoro non era competitivo: era un conto rimandato a fine cantiere.

Pagina aggiornata il 6 settembre 2026.